Nella dimensione più estesa del significato di villaggio il soggetto della nostra percezione diventa il corpo sociale a cui apparteniamo, che si muove, pensa ed entra in relazione momento dopo momento con il mondo esterno. In questo paesaggio sociale scegliere la strada per spostarci da Ego ad Eco consiste prima di tutto nel prestare attenzione proprio ai modi in cui il corpo sociale si svela.
Per far crescere la nostra consapevolezza di questo corpo sociale è necessario abbracciare nella nostra percezione del sistema tutti i partecipanti, da quelli più vicini a noi, a quelli che sono distanti o alla periferia fino ai più remoti e dimenticati. Quando mente e corpo sono in sintonia possiamo allargare la nostra percezione, spostando l’attenzione da noi stessi all’insieme o al tutto, per sperimentare di essere parte di un corpo più grande.
La sensazione di interconnessione con gli altri si manifesta dapprima come percezione degli spazi tra di noi, più o meno distanti, dei ritmi con i quali ci muoviamo nello spazio circostante e della direzione di ogni persona. L’osservazione di questi dati di percezione privi di qualsiasi interpretazione o di giudizio è un valore aggiunto al processo di consapevolezza. Senza aggiungere i nostri pensieri e i racconti della nostra mente descrittiva ci possiamo soffermare su come questi elementi grezzi ci appaiono. Allenarsi alla percezione del corpo sociale vuol dire sentire il proprio corpo ed osservare le sensazioni corporee che scaturiscono dell’esperienza di essere parte di un gruppo, di una comunità e di un sistema sociale.
