
Il progetto è finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU nell’ambito del PNRR.
Il primo corpo di fabbrica è un cascinotto a pianta pressoché quadrata, sviluppato su due livelli: al piano interrato si trova una grande cantina (in piemontese “frajdel”), anticamente utilizzata per la lavorazione del burro e la stagionatura del formaggio, mentre al piano terra è presente una cucina; tale ambiente era usato come locale di abitazione e preparazione del cibo, come suggerito dal grande braciere e dalla struttura di legno per il sostegno del paiolo. L’accesso al fabbricato avviene mediante una porta posta sul fronte est, rialzata rispetto al piano campagna di tre gradini. Oltre alla porta di ingresso, sono presenti altre due finestre (una sul fronte est e una sul forte sud) con telaio ligneo e vetro semplice e dotate di inferriate in ferro battuto, ed alcune feritoie, prive di serramento. In corrispondenza del braciere è presente una arcaica “cappa” di ventilazione, costituita da una losa inclinata sorretta da due mensole in pietra e da due feritoie per l’esalazione dei fumi di cottura e combustione verso l’esterno. Dal piano rialzato è possibile accedere al livello sottostante tramite una scala in pietra chiusa da una bussola di legno.
L’edificio è connotato da pareti verticali portanti in muratura di pietra, parzialmente intonacate a calce, da un solaio intermedio composto da travi lignee e pavimentazione in pietra e da una copertura a doppia falda, con struttura lignea e manto in lose. La copertura è del tipo “alla lombarda”, con le travi principali parallele alla linea di gronda e l’orditura secondaria, molto fitta per sostenere il peso del manto in lose, disposta nel senso di pendenza delle falde.
Il secondo edificio, a due piani fuori terra, presenta pianta rettangolare sviluppata in senso est-ovest, ed è disposto perpendicolarmente alla facciata principale del primo fabbricato. Questo secondo corpo di fabbrica, connesso al precedente mediante una piccola tettoia, ospitava le funzioni di supporto all’allevamento: sono infatti ravvisabili due stalle al piano terreno e un ampio fienile al piano primo. Al piano terra sono tutt’ora presenti le mangiatoie e le porzioni di pavimentazione ribassate per favorire la pulizia delle stalle e la fuoriuscita dei liquami.
La facciata principale, orientata a sud, è caratterizzata da molte aperture, mentre gli altri fronti sono praticamente ciechi. La facciata sud presenta al piano terra due porte, per l’accesso alle stalle, e tre finestre e al piano primo due grandi aperture (di cui una parzialmente tamponata) e tre feritoie. Sul fronte est, al piano primo, è presente un accesso laterale al fienile.
Dal punto di vista tecnologico, l’edificio è del tutto simile al precedente: le pareti sono in muratura in pietra, la copertura ha struttura lignea e manto in lose e la pavimentazione contro terra è in pietra. Particolare è invece il solaio intermedio: esso è connotato da una struttura principale in legno la quale sostiene un “impalcato” costituito da fronde e rami intrecciati (“garbasciǘn” in dialetto) che a sua volta sosteneva il fieno.
La copertura presenta sporti ridotti sui fronti est, nord e ovest, mentre a sud la “pantalera” è piuttosto pronunciata: per sostenere lo sbalzo è presente una banchina lignea che regge l’orditura secondaria della copertura; tale banchina è a sua volta sorretta da mensole in legno dotate di saette, incastrate nella muratura.
Il terzo fabbricato è un piccolo volume posto all’angolo sud-est del cortile che, in tutta probabilità, veniva utilizzato come porcile o come pollaio. Tale edificio versa in grave stato di degrado, con evidenti lesioni sulle murature (la parete est è completamente slegata dalla parete sud; il suo crollo è evitato da una cerchiatura provvisoria).
